green washing legge

Quella foglia sulla confezione è una promessa da mantenere

01-09-2026
Gabriele Fantuzzi
Sostenibilità

In grafica ce lo insegnano al primo anno: il colore comunica prima delle parole. Un verde muschio, un font disegnato a mano, una fogliolina stampata nell’angolo di un packaging — bastano due secondi perché chi guarda associ il prodotto a natura, pulizia, responsabilità, ancora prima di leggere una riga di testo. Fino a ieri era un’intuizione da direttori artistici, una leva della semiotica visiva. Da domenica 27 settembre 2026 è anche una questione legale.

 

È la data in cui è diventato pienamente operativo il Decreto Legislativo 30/2026, che recepisce in Italia la Direttiva UE 2024/825 (la cosiddetta Green Claims Directive) contro il greenwashing. E la parte che riguarda più da vicino chi fa il nostro mestiere è proprio questa: la norma non parla solo di testi.

Packaging kraft con icona di foglia
Foglia, palette "natural", bollino di riciclo: tre claim ambientali in una foto sola. Zero certificazioni.

Anche il colore ha l’onere della prova

La legge chiarisce esplicitamente che un’asserzione ambientale può essere testuale, ma anche grafica o implicita. Non serve scrivere “green” per fare un claim ecologico: un’icona a forma di foglia, un bollino verde, un simbolo di riciclo, un’immagine naturalistica, persino una palette cromatica pensata per evocare sostenibilità — tutto questo ora conta come una dichiarazione, e va sostanziato con prove tanto quanto un testo scritto.

 

Per uno studio come il nostro, abituato a costruire identità visive che parlano prima ancora di essere lette, è un cambio di paradigma non da poco: ogni scelta grafica che comunica un valore ambientale deve poter reggere davanti a un controllo, non solo a un brief creativo.

"Sostenibile" senza carte è pubblicità ingannevole
La differenza è tutta qui: da una parte una foglia disegnata, dall'altra un ente terzo che l'ha verificata. Solo la seconda regge.

“Sostenibile” senza carte è pubblicità ingannevole

Anche sul fronte testuale la stretta è netta. Termini generici come green, eco-friendly, sostenibile, ecologico o rispetta l’ambiente sono vietati se usati senza una prova concreta e verificabile alle spalle — riconosciuta secondo standard come l’Ecolabel UE o le norme ISO 14024. Anche i marchi e i bollini di sostenibilità non possono più essere auto-dichiarati dall’azienda: servono sistemi di certificazione di parte terza, oppure un riconoscimento da autorità pubbliche.

 

I crediti di CO₂ comprano tempo, non neutralità

Sul clima il decreto è ancora più esplicito. Non è più possibile definire un prodotto o un’azienda carbon neutral o a impatto zero basandosi solo sull’acquisto di crediti di compensazione. E se l’impegno riguarda il futuro — “zero emissioni entro il 2030” è l’esempio da manuale — serve un piano d’azione pubblico, misurabile, con scadenze e risorse dedicate, non uno slogan in un pay-off.

 

Il conto: da 5.000 euro al 4% del fatturato

Le sanzioni non sono simboliche: si va da un minimo di 5.000 euro fino a 10 milioni di euro, e nei casi più gravi o diffusi la multa può arrivare al 4% del fatturato annuo. In alcune circostanze si apre anche il fronte della responsabilità penale per frode e della responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Non è un rischio che si possa derubricare a dettaglio legale da girare all’ufficio compliance: riguarda direttamente cosa finisce su un packaging, un catalogo, una scheda tecnica, un sito.

Clessidra su base di legno con un cubo verde, pergamena sigillata con ceralacca, pietre naturali e una candela su marmo verde — composizione che richiama tempo, documentazione e materiali grezzi
Il tempo per la ricognizione c'è ancora. Ma senza un documento a sostegno, ogni claim resta solo un'intenzione.

Cosa guardare per primi

Se la vostra comunicazione tocca in qualche modo il tema ambientale — packaging, cataloghi, schede tecniche, presentazioni commerciali, sito web — vale la pena fare un giro di ricognizione su due livelli, non uno solo:

 

Il livello del testo: dove si usano parole come sostenibile, green, naturale, eco, a chi si può dimostrare quella parola con una certificazione reale, e dove invece è rimasta lì per abitudine.

 

Il livello visivo: dove compaiono foglie, gocce d’acqua, cerchi verdi, pittogrammi di riciclo o palette “naturali” — e se dietro a ognuno di questi c’è un dato, un FSC, un EPD, un’analisi del ciclo di vita, o solo una scelta estetica fatta in buona fede tre anni fa.

 

Non è un lavoro solo legale. È un lavoro che comincia da chi disegna, prima ancora che arrivi sul tavolo di chi scrive i testi legali — ed è esattamente il tipo di intersezione tra creatività, strategia e responsabilità su cui lavoriamo ogni giorno. Se volete iniziare a fare questa ricognizione sui vostri materiali, scriveteci: è meglio scoprire oggi dove sta un claim debole, che a settembre inoltrato con un controllo in corso.

 

Immagini generate con intelligenza artificiale a fini illustrativi.

Articoli recenti ⬎

copertina Cromorama articolo Malva
+

La pedagogia del vedere ovvero surfin’ Cromorama

Cover critica portatile al visual design
+

Non basta desiderare di dire delle cose. Bisogna desiderare di essere capiti.

copertina evento falcinelli Delicatessen design studio
+

EDUCARE LO SGUARDO Colori, figure e punti di vista.

Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt. Neque porro quisquam est, qui dolorem ipsum quia dolor sit amet, consectetur, adipisci velit, sed quia non numquam eius modi tempora incidunt ut labore et dolore magnam aliquam quaerat voluptatem. Ut enim ad minima veniam, quis nostrum exercitationem ullam corporis suscipit laboriosam, nisi ut aliquid ex ea commodi consequatur? Quis autem vel eum iure reprehenderit qui in ea voluptate velit esse quam nihil molestiae consequatur, vel illum qui dolorem eum fugiat quo voluptas nulla pariatur?

 

At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. Nam libero tempore, cum soluta nobis est eligendi optio cumque nihil impedit quo minus id quod maxime placeat facere possimus, omnis voluptas assumenda est, omnis dolor repellendus. Temporibus autem quibusdam et aut officiis debitis aut rerum necessitatibus saepe eveniet ut et voluptates repudiandae sint et molestiae non recusandae. Itaque earum rerum hic tenetur a sapiente delectus, ut aut reiciendis voluptatibus maiores alias consequatur aut perferendis doloribus asperiores repellat.

Alcuni dei nostri partner
Logo FornovoGasLogo Coop Logo Ordine dei Commercialisti e degli esperti ContabiliLogo BOOREALogo AIROLogo LUC-Libera Università del CrostoloLogo Scuola Internazionale di Comics Logo Eutalia - Studiare SviluppoLogo Camera di commercio di VeronaLogo INOX-FERLogo Maffia illicit music clubLogo ArciLogo VC1Logo ANAFILogo ARS archeosistemiLogo RizosferaLogo InGiocoLogo RasileLex studio legaleLogo Comune di Reggio EmiliaLogo Esserci EdizioniLogo Qreactive AgenziaLogo I Castelli delle DonneLogo CepamLogo Born2Run
Seguici sui social
Marketing & Comunicazione

Viale Risorgimento 14, Reggio Emilia

0522 526826‬

P.IVA 02831370354

Strategia & marketing  
francesca(at)delicatessen.design

 

Design & Comunicazione visiva 
gabriele(at)delicatessen.design

Privacy PolicyCookie Policy

 

© Delicatessen Design Studio 2022

 

Powered by RS1 Project

Torna indietro